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TRIATHLON, BICI DA CRONO E… PEDIVELLE

Triathlon, bici da crono e… pedivelle

Ironman di qua, mezzi Ironman di la, ormai il mondo è pieno di gare sulla media e lunga distanza. Generalmente, i percorsi bike di queste gare sono abbastanza pianeggianti o comunque non hanno altimetrie da Giro d’Italia.

Per affrontare al meglio la frazione post nuoto, diventa quasi obbligatorio cavalcare la bici da cronometro. Basta buttare un occhio all’interno delle zone cambio delle manifestazioni per notare la presenza sempre più massiccia di questo tipo di bicicletta.
Mezzi bellissimi, straordinari, ipertecnologici (alcuni sostengono che vanno a 50 km/h senza pedalare), equipaggiate addirittura con gruppi elettromeccanici, ruote che promettono di mantenere velocità siderali, telai la cui rigidità è paragonabile ad un palo della luce, insomma bici che anche i professionisti si sognano, vere fuoriserie che per acquistarle bisogna accendere un mutuo trentennale.

Eppure c’è un componente fondamentale che serve per andare forte, ma che viene trascurato: la pedivella, per esattezza la lunghezza della pedivella.
Spesso e volentieri la sua scelta non viene fatta in base a scelte tecniche ben precise, ma solamente tenendo conto del peso, dell’estetica e della moda del momento.
La pedivella come tutti sappiamo è una leva quindi, fisicamente parlando, possiamo dire che: con una pedivella più lunga si pedala, a parità di sforzo, ad una velocità più elevata oppure, a parità di velocità, con uno sforzo minore. Viceversa con una pedivella più corta occorre applicare una forza maggiore sul pedale, in compenso è favorita l'agilità poiché il pedale compie una circonferenza più breve e occorre una velocità minore.

Pare chiaro, quindi, che per un esercizio come la cronometro, perché di fatto queste sono le frazioni bike nel triathlon, la lunghezza della pedivella assume un’importanza sovrana.
Nelle cronometro (e in salita) si cerca di agevolare la forza di spinta, in virtù della posizione di pedalata più spostata sul “movimento centrale”.

Come calcolare la lunghezza esatta delle pedivelle. Tra i metodi più gettonati, adoperati e conosciuti e di facile calcolo possiamo citarne due:
- Il primo prende in considerazione la misura del cavallo, la più famosa è quella elaborata da Bernard Hinault e Claude Genzling. In base alla lunghezza si abbina la pedivella.

Altezza cavallo cm               74-77   78-81   82-85   86-89   90-93
Lunghezza pedivelle mm       170    172,5     175     177,5    180


-Il secondo si basa sul calcolo della lunghezza del femore. Meglio ancora sarebbe tenere conto, separatamente, della lunghezza di tibia e femore, il problema è la rilevazione esatta delle misure, poiché il margine di errore è abbastanza alto.

Altezza cavallo cm                 <80     80-90     90>
Lunghezza femore cm           <44     44-46     46>
Lunghezza pedivelle mm       170     172,5     175



Mi sembra chiaro che le persone che denunciano patologie del ginocchio, specialmente a livello rotuleo (tendini), è fortemente sconsigliato l’utilizzo di pedivelle di misure più “lunghe”.
Dopo aver sostituito le pedivelle, bisogna correggere sia l'altezza che l'arretramento della sella.
Esempio: se la lunghezza della pedivella aumenta di 2,5 mm, la sella dovrà essere abbassata di 2,5 mm, così come l’arretramento sarà minore di 2,5 mm.

In definitiva avremo una sella più bassa e più spostata in avanti.
Non c’è dubbio che una pedivella lunga faciliti l’erogazione della forza; non dimentichiamoci però che la potenza è anche il frutto della velocità di rotazione dei pedali (Rpm).

Pedivelle e misuratori di potenza
Oggigiorno grazie alla moderna tecnologia, dicasi misuratori di potenza (ad esempio l’Srm, sfrutta la funzione Powermeter) si riesce a individuare in maniera ottimale la lunghezza delle pedivelle da utilizzare.
In fase di rilevazione lo strumento è interfacciato con un software dedicato che registra e trasforma i dati sotto forma di (rette o curve). Ogni pedivella di lunghezza diversa utilizzata produce un tracciato. La comparazione dei tracciati dirà quale sia la lunghezza ideale della pedivella da utilizzare.  

Però è impensabile rendere tutto riduttivo all’utilizzo di tale strumento. La scelta della pedivella giusta è frutto di un’analisi completa, sia a livello fisico (reazione muscolare dell'atleta alle sollecitazioni e allo sforzo), che di una corretta posizione in sella.
Onde evitare guai fisici (tendiniti in primis), bisogna affidarsi a qualificati biomeccanici, professionisti che sono in grado di effettuare analisi precise e ad personam.

Non dimentichiamoci di una cosa: gli strumenti di rilevazione non sono il Vangelo, ascoltate anche le vostre care “sensazioni”, poiché i segnali che ci manda il corpo solo noi siamo in grado di interpretarli, gli strumenti non li “sentono”.
Detto ciò evitate assolutamente il fai da te!!!!! Il rischio è quello di montare una pedivella più lunga dell’altra.

Quando cambiare la guarnitura
Il cambio della guarnitura dovrà essere fatto alla ripresa degli allenamenti per la nuova stagione agonistica, mai a stagione in corso!!! Allenamenti e corse sollecitano già abbastanza muscoli e tendini. Un cambio durante il periodo agonistico potrebbe causare tendiniti. Il periodo iniziale degli allenamenti coincide con lavori prevalentemente di agilità, non si fanno ancora lavori di forza quindi il corpo avrà tutto il tempo per adattarsi a questa importante modifica. Generalmente il periodo medio di adattamento per i muscoli e le articolazioni soprattutto se il cambio di lunghezza è stato importante, è di circa 6/8 settimane.


Gianluca Benzi


03 Novembre 2015

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