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GIRO D'ITALIA. PRIMA LA FUGA, POI IL FULMINE KITTEL

Giro d'Italia. Prima la fuga, poi il fulmine Kittel

A Nijmegen Marcel Kittel domina la volata finale della prima tappa in linea del Giro battendo Arnaud Démare e Sacha Modolo. Tom Dumoulin conserva la maglia rosa per un solo secondo.

Le partenze del Giro dall'estero sono diventate un'abitudine ormai, un'usanza talmente consolidata da avere già i suoi specialisti. Primo tra tutti non può che esserci Marcel Kittel, il velocista tedesco che oggi ha conquistato la sua terza tappa nella corsa rosa, senza aver mai disputato una tappa sul territorio italiano. Sembra un record difficilmente battibile, invece è probabile che già crolli già domani, con la stessa firma. Una vittoria netta, nettissima, quella di Kittel, ma che non basta a togliere la maglia rosa a Tom Dumoulin. L'olandese vince un altro giorno da leader in casa, salvaguardando la maglia per un solo secondo, un margine netto per uno che l'ha conquistata per 11 millesimi.

Sul podio, con questi due fenomeni che fino a pochi mesi fa correvano nella stessa squadra, ci salgono in buon ordine i tre fuggitivi di giornata. Prima ci passa Fraile, che all'anagrafe fa Omar Fraile Matarranz, e l'impeto di un nome del genere se lo porta all'attacco non appena trova la fuga giusta. Oggi veste la maglia azzurra di leader del Gran Premio della Montagna, quella che un tempo era la maglia verde e che pochi mesi fa, davanti alla fontana di Cibeles a Madrid, era una maglia bianca a pois blu. Lo stesso premio, conquistato a fine Vuelta dopo tre settimane di resistenza sulle pendenze più arcigne di Spagna. Oggi invece la maglia l'ha conquistata in cima a una retta che scollinava a 96 metri sul livello del mare. Ci voleva una bella fantasia a chiamarlo Gran Premio della Montagna, ma per Fraile vale uguale, lui questa maglia vuole perderla e ritrovarla, ma soprattutto vestirla a Torino tra tre settimane.
Dopo di lui sul podio sale Maarten Tjallingii, spesso frettolosamente archiviato come "il vegetariano del gruppo", definizione che non rende onore ai tanti chilometri macinati al vento, anno dopo anno, da questo passistone olandese. Oggi sono stati 175, ma per lui contavano solo 100 metri, quelli della via di casa sua. I punti per vestire la maglia non li avrà conquistati lì, ma è in quella strada che ha trovato la spinta per andarseli a prendere.
A chiudere la sfilata ci pensa quello che ha chiuso la fuga stessa: Giacomo Berlato è il supercombattivo di giornata. Un premio quasi scontato per un corridore che quando c'è da andare in fuga non manca mai: oggi ha resistito più a lungo di tutti, sino a transitare solo sotto il traguardo al primo passaggio del circuito finale. Intorno a lui c'era una bolgia tale che viene naturale immaginarsi che la pazza idea gli sia balzata in testa davvero: "lo faccio, inizio ad esultare e festeggio, farò una figuraccia mondiale ma questa foto potrei tenerla appesa in salotto per il resto della mia vita". Invece non l'ha fatto Berlato, perchè incredibilmente il gruppo lì si è addormentato, le squadre dei velocisti hanno iniziato a prendere appunti sulla conformazione del finale, e il suo vantaggio del fuggitivo è salito fin quasi a un minuto. Un'altra forma di gioia effimera, insomma.

Domani il Giro fa inversione di marcia, da Nijmegen torna ad Arnhem, con un GPM a quota 88 metri, vuoi vedere che questi tre ci riprovano di già?


Ordine d'arrivo
1 Marcel Kittel 4:38:31    
2 Arnaud Démare ST
3 Sacha Modolo
4 Moreno Hofland
5 Nicola Ruffoni
6 Alexander Porsev
7 Caleb Ewan
8 Kristian Sbaragli
9 Andrey Amador
10 Giacomo Nizzolo

Classifica generale
1 Tom Dumoulin 4:49:34    
2 Primož Roglic ST
3 Marcel Kittel a 01"    
4 Andrey Amador a 06"
5 Tobias Ludvigsson a 08"
6 Moreno Moser a 12"
7 Bob Jungels a 13"
8 Matthias Brändle a 14"
9 Silvan Dillier a 16"
10 Roger Kluge ST


Filippo Cauz
07 Maggio 2016

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