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ALESSANDRO SCHIASSELLONI E LO SPORT MENTALIST

Alessandro Schiasselloni e lo sport mentalist

Chi sono i Mentalist?

Essere mentalist vuol dire adoperare la mente come uno strumento di precisione per leggere quella altrui, influenzare con logica i pensieri, formulare previsioni e cercare di delineare un futuro tecnico e di progresso fisico/mentale a chi si affida per il suo scopo “ludico” come lo sport o la salute atletica.

Il linguaggio del corpo è la guida che spesso permette di fare le scelte: conscio, subconscio ed inconscio governano la nostra vita; saperli distinguere e selezionare per ottenere un giusto rapporto tra logica, utilità, possibilità è fondamentale nello sport.

Scienza, applicazione, programmazione, dedizione e sensazioni: tutto insieme è la strada verso il successo personale che mai deve avere un’unica logica e direzione.

Sono anni che lavoro come preparatore atletico, trainer, maestro. Ho avuto il piacere e l’onore di vivere, allenarmi, creare dei veri campioni, grazie a queste esperienze dove la tabella di allenamento era l’ultima cosa che interessava: la mente è la migliore forza ma non è da tutti saperla allenare e sfruttare.

Il mental coaching nel ciclismo

Errori tecnici più comuni:
Un sistema per essere funzionale deve essere ripetuto almeno per sei-otto  settimane, con un periodo di carico progressivo per le prime tre settimane e poi scarico per una settimana per poi riprendere, incrementando sia il volume che l'intensità. Il sistema di allenamento non va mai cambiato.

Se ci si allena principalmente sui rulli, purtroppo quando si sale in sella le cose cambiano sempre e tanto. In questo caso, attenzione alle prime gare: farle solo per trasformare ed adattare il sistema muscolare e cardiovascolare allo stimolo e alla durata del medesimo, poco da aggiungere.

Se si fanno delle medie in allenamento di 24-28 km/h, in gara sarà dura fare i 32-38 km/h, stare anche nel treno giusto. Se non si è allenati, viaggiare a 45-55 km/h ci consuma.

Dall'altro lato, ce ci si allena troppo ora, si va forte nelle prime gare, ma si esplode quando arriva il sole. Per cui occorre programmare bene gli appuntamenti importanti e farne la regola per tutto.

E la mente a questo punto?
Si parla spesso di soglia del dolore: giusto?

La soglia è soglia, per cui la si allena come quella di potenza muscolare visto che vanno parallele come due binari dei treni.
In  questo periodo generale e per chi vuole andare forte alle prime gare, è utile soffrire in parte, non sempre, per non andare in over training; toccare la soglia e passarci qualche minuto ci richiama alla mente chi siamo ora e chi dobbiamo essere presto.

L'unico vantaggio di questo periodo pre-gare?
Ogni giorno che uscite fate un check-in della condizione muscolare ed energetica: il programma si fa a casa, ma la bici non è un divano, per cui si cambia e si cerca di fare sempre quello che dia lo stimolo fisico e mentale giusto.

Se vi affidate ad un tecnico, fate quello che vi dice, ma ricordatevi che le tabelle le fanno tutti, pochi  le sanno interpretare ogni giorno, ripeto ogni giorno.

Esistono due tipi di memoria. Quella superficiale, che è quella che vi fa muovere la testa quando vi chiedono: tutto a posto? Poi quella profonda che invece regola tutto, lo sport e la vita , quella che un buon Mental Coach vi aiuta ad apprezzare.
Questa memoria profonda è il segreto che descrive ogni nostra azione inconscia e ci fa muovere senza apparentemente pensare in una direzione, quella giusta per noi.

Non aggiungo altro, visto che ogni persona ha la sua storia, la sua vita e la sua memoria profonda, fatta di compromessi tra tanti valori, che spesso, anche se non prettamente atletici, regolano anche lo sport facendoci fare tante sacrifici inutili.
Il ciclista ama soffrire, ma bisogna soffrire sempre al momento giusto, per cui il massimo Training Stress Score deve essere il  giorno della gara dove si somma tecnica, programmazione e approccio mentale, ma anche saper resistere a tutte le emozioni di un gregge impazzito, che, come ai suoi tempi Freud descrisse molto dettagliatamente, ci trascina senza speranza, per cui senza usare la "testa".
22 Luglio 2014

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